
LENO - Nemmeno l’acquazzone arrivato al termine delle gare è riuscito a raffreddare lo splendido clima di festa che ha accompagnato la VII edizione del Trofeo delle Risorgive, andata in scena il 2 giugno sui campi della Bassa Bresciana Rugby a Leno. L’evento, riuscito e apprezzato da tutti, ha confermato il proprio ruolo di punto di riferimento nel panorama del rugby giovanile e ha richiamato circa 450 giovani atleti provenienti da tre regioni e sei province, impegnati in una manifestazione che ha coinvolto dieci campi da gioco e decine di volontari. Numeri importanti che raccontano solo in parte il successo di un appuntamento capace di unire sport, territorio e comunità, all’interno delle celebrazioni per il 50° anniversario della Bassa Bresciana Rugby.
L’edizione 2026 del Trofeo delle Risorgive ha potuto contare sul sostegno e sul patrocinio di importanti istituzioni sportive e territoriali. Accanto alla Federazione Italiana Rugby, al Comitato Regionale Lombardo FIR e al CONI, hanno sostenuto la manifestazione Regione Lombardia, la Provincia di Brescia e i Comuni di Leno, Ghedi, Manerbio, Bagnolo Mella e Pavone del Mella. Una rete di collaborazioni che testimonia il valore educativo, sportivo e sociale che il torneo ha saputo costruire negli anni, diventando un appuntamento riconosciuto ben oltre i confini del territorio bassaiolo.
A tracciare il bilancio della manifestazione è il vicepresidente e direttore tecnico della società, Matteo Abeni, principale coordinatore dell’evento: «Non posso che esprimere profonda soddisfazione per la riuscita del torneo. Il Trofeo delle Risorgive è ormai diventato un appuntamento imprescindibile per il rugby giovanile del nostro territorio e non solo. Abbiamo ospitato circa 450 ragazzi provenienti da tre regioni e sei province, con un livello tecnico molto elevato in tutte le categorie. Anche il meteo ci ha assistito per l’intera giornata, consentendo a tutti di vivere una splendida festa di sport».
Sul piano sportivo, il torneo ha visto la partecipazione di nove squadre nelle categorie Under 8, Under 10 e Under 12, oltre a un triangolare Under 14 di alto livello. Nell’Under 8 il successo è andato al West Verona Rugby Union, davanti a Rugby Viadana 1970 e Calvisano. Nell’Under 10 si è imposto il Brixia Rugby, seguito da West Verona Rugby Union e Rugby Viadana 1970. Nell’Under 12 vittoria del Rugby Viadana, con Brixia Rugby secondo e la formazione nata dalla collaborazione tra Bassa Bresciana Rugby e Cremona Rugby sul terzo gradino del podio.
Dietro al successo della manifestazione c’è stata una macchina organizzativa imponente. Dieci campi in erba allestiti contemporaneamente, quattro arbitri ufficiali, tre addetti alla segreteria, dieci responsabili di campo, quattro medici, quindici ragazzi delle categorie Under 16 e Under 18 impegnati come duty boy, lo staff del minirugby e soprattutto oltre cinquanta volontari che hanno garantito il funzionamento di cucina, bar, caffetteria e logistica.
«La vera forza del nostro club – prosegue Abeni – è rappresentata dalle persone. Dietro il sorriso di ogni bambino c’è il lavoro di una comunità che si mette a disposizione con entusiasmo e spirito di servizio. A tutti loro va il mio ringraziamento più sincero».
Tra gli aspetti più apprezzati dell’edizione 2026 vi è stata l’accoglienza riservata ai ragazzi delle Fiamme Oro Roma Under 12, ospitati dalle famiglie della Bassa Bresciana Rugby e del Cremona Rugby. Una novità che ha trasformato il torneo in una vera esperienza di condivisione e amicizia, nel segno dei valori più autentici del rugby.
Un ruolo importante è stato svolto anche dal presidente del Cremona Rugby, Stefano Varrella, partner storico della società bassaiola, che ha contribuito a rendere possibile la partecipazione della formazione romana. Anche diverse famiglie cremonesi hanno aderito al progetto di ospitalità, rafforzando ulteriormente il legame tra le due società.
«Quest’anno il torneo ha voluto superarsi, aprendosi all’accoglienza delle squadre già dal giorno precedente. Abbiamo vissuto un momento di straordinaria condivisione con i ragazzi delle Fiamme Oro, prima accolti al campo e poi ospitati dalle famiglie della Bassa e del Cremona Rugby. È stata un’esperienza bellissima che vogliamo riproporre anche nelle prossime edizioni», aggiunge Abeni.
La presidente della Bassa Bresciana Rugby, Albertina Carrara, ha voluto sottolineare il lavoro svolto dietro le quinte: «Ringrazio innanzitutto il nostro vicepresidente Matteo Abeni, autentico deus ex machina del torneo, per il grande lavoro organizzativo e gestionale che lo ha impegnato per mesi. Un ringraziamento particolare va anche agli sponsor, A. Venieri e Autofficina Gierre/Brescia Sollevamenti, che ci hanno consentito di consegnare gadget a tutti i bambini partecipanti e di organizzare il tradizionale terzo tempo».
«Desidero inoltre ringraziare la Federazione Italiana Rugby, il Comitato Regionale Lombardo, il Coni, Regione Lombardia, la Provincia di Brescia e tutte le amministrazioni comunali che hanno scelto di sostenere il Trofeo delle Risorgive. La loro vicinanza rappresenta un riconoscimento importante per il lavoro che la nostra società svolge quotidianamente sul territorio. La manifestazione è stata patrocinata da importanti enti istituzionali e ha ricevuto un significativo contributo da Regione Lombardia, segno del valore che questo evento ha acquisito negli anni».
La giornata si è conclusa con le premiazioni alla presenza della presidente Carrara, del delegato FIR per la provincia di Brescia Paolo Bonfiglio e dell’assessore allo sport del Comune di Leno Alberto Canobbio, in un clima di festa che ha coinvolto atleti, famiglie e volontari.
Archiviata con successo l’edizione 2026, la Bassa Bresciana Rugby guarda già al futuro. L’obiettivo dichiarato è quello di ampliare ulteriormente il respiro della manifestazione, trasformando il Trofeo delle Risorgive inun appuntamento sempre più internazionale.
E la Bassa Bresciana è già al lavoro per la prossima edizione che regala già le prime emozioni: «Possiamo già confermare la presenza del Blackrock Rugby Club di Dublino per il prossimo anno – conclude Abeni – e l’intenzione di portare il tabellone a dodici squadre per categoria. Quello di Leno è ormai diventato un classico di fine stagione e vogliamo continuare a farlo crescere».






























































